Bagnoli Irpino…e fu cosi che ci conoscemmo

Vai al nostro sito web e ottieni wild wolf tragamonedas. Sbrigati ad andare e iniziare a vincere. “L’attenzione che da tanti anni ormai avevo posto sul Laceno e sul Cervialto si estendeva sempre più e ormai quella valanga di emozioni che si perpetrava in quelle terre irpine scendeva sino a valle e il richiamo di quella ridente cittadina diveniva sempre più forte. Dall’alto di quel belvedere, al quarto tornante, quel paesino raccolto su una collinetta tenuto stretto tra l’Accellica e il Piscacca aveva qualcosa di insolito e affascinante e non capivo fino a che punto mi avrebbe rapito in futuro. Bagnoli Irpino, sempre oltrepassato per la Via Circumvallazione, un bel giorno di Agosto mi richiamò e fu un “amore” immenso che ancora oggi è forte e accresce sempre più. La piazza Di Capua, quei vicoli, quel ciottolato e quel sapore d’Irpinia misto a storia e a tranquillità che mi davano pace, mi han portato a ritornare più volte in quella “terra” a me cara ma ancora poco conosciuta. Eppur, nell’animo sentivo la necessità di fare qualcosa, di addentrarmi tra la “sua” gente, di conoscere e di vivere una realtà che lontana dalla Piana del Sele era cosi vicina a me nell’indole e nell’animo. Strano è pensare a questo rapporto cosi stretto, eppure chi mi conosce sa che in questo posto ritrovo sensazioni eccezionali e sento quasi le mie radici nonostante provenga da una tradizione diversa e purtroppo troppo giovane. “Sapor d’Irpinia”, scrissi una volta su delle righe sparse, “sapor d’Irpinia mi prese”, non so come e il perché, resta solo il fatto che ho insistito e “vagato” alla ricerca di un contatto, finché un giorno (che ringrazio ancora) ho avuto la fortuna immensa di trovare quella “risposta” che aspettavo e con l’aiuto dell’Associazione Palazzo Tenta 39 , il desiderio di “far qualcosa” in “quella terra” divenne realtà. Cominciarono cosi i giorni dell’organizzazione, del movimento, dell’impegno e dell’ingegno, che di li a poco mi avrebbero e “ci” avrebbero portati a vivere un’esperienza speciale in un contesto “particolare” e “affascinante”, dove cultura, tradizione, storia, musica e tant’altro si univano con la gioia di poter “vivere” per qualche ora queste sensazioni.

Il sole del mattino, puntuale espresso da oriente che indicava con decisione la via dei Picentini, il dolce cammino (seppur faticoso) tra i monti salernitani e quelli irpini, il confine visibile e netto tra le due province che si nota come clima e come percezione, l’arrivo a Bagnoli, il rumore accogliente dei pneumatici sul ciottolato del centro storico e poco prima quello sguardo silenzioso all’insu come a dire “Cervialto so che sei li dietro, ci vediamo presto”.

Dopodiché con l’arrivo si apriva la seconda fase, magnifica rappresentazione di quel che immaginavo con il giro per la piazza, il salutarsi con gli abitanti del posto, la chiacchiera amichevole e interessata, il piacere di esser apprezzati da tanti, il calore dei palazzi antichi e poi il sapore vero e reale delle prelibatezze locali. Difficile ancora ora dimenticarsi del Pecorino bagnolese, delle tagliatelle ai funghi porcini, del tartufo che ben si sposavano con l’indole “montanara” del sottoscritto. Ma poi, anche li dove si spezza il confine del sole alto ed inizia la fase calante e il cielo tende a divenire scuro, nonostante l’aria frizzante che “accudisce” chi la ama e “terrorizza” chi la soffre (a mio avviso è un toccasana), gli scenari si modificano e contemporaneamente evolvono in uno “spettacolo” di luci e di “rumori” che “ascoltati” e “osservati” rendono l’idea del “paese” e della sua tradizione; e così un lampione acceso che “lancia” la sua luce su muri antichi e nei vicoletti riscalda più di un fuoco acceso, il passeggio della gente ti fa compagnia al sol osservarlo, il saluto della sera si trasforma in una festa al suon di “che bello rivedersi”, i profumi ti saziano anche senza assaggiare le pietanze, i passi sui ciottoli fanno da colonna sonora e la sera cala nel “silenzio della folla” che fino a tardi, fino a notte fonda ti “culla” e ti riporta a casa.

Questo il periodo dal principio alla fine, per i giorni precedenti e i giorni vissuti in “festa” e i giorni successivi a guardare quelle stesse strade e quegli stessi posti, lanciando uno sguardo al passato, chiudendo gli occhi e rivivendo tutto, fino a chiudere dietro di me quella porta che spero riaprirò presto.”

Un ringraziamento ancora una volta all’ Associazione Palazzo Tenta 39 di Bagnoli Irpino che ci ha accolto nel migliore dei modi, permettendoci di esporre la nostra mostra fotografica e ospitandoci eccezionalmente con la loro disponibilità e amicizia.

Ringraziamento speciale ad Angelo Russo, Mimmo Nigro e Michele Gatta di Bagnoli Irpino.


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