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Meteo in Campania… ritorna l’inverno?

Tempo fa ci eravamo lasciati con alcune considerazioni che prendevano il via da analisi a lunghissimo tempo. Dopo qualche settimana, ora possiamo iniziare a dare una linea di tendenza più precisa senza perdere d’occhio il range temporale che ci divide da queste considerazioni.
Partiamo dallo scacchiere meteo europeo. Il passaggio perturbato dovuto ad un flusso atlantico in forte movimento che si concluderà con una colata di un ramo del vortice polare, causando piogge e un leggero rialzo termico sulla nostra Regione, ci porterà all’apertura di nuovissimi scenari. Iniziamo con inquadrare le maggiori figure bariche di riferimento.
Il Vortice polare nel giro di qualche giorno perderà la sua imponenza e le aree di bassa pressione che si erano fortificate anche sul nord est europeo lasceranno spazio al tanto osservato anticiclone termico. Il decadimento dell’azione del vortice polare, sarà contestualizzato ad una ripresa attività dell’anticiclone delle azzorre il quale sarà pronto per effettuare elevazioni verso sedi artiche.
L’avvicinarsi di queste condizioni su larga scala e in contemporanea favorirà la formazione di imponenti scambi meridiani che potrebbero portare un crudo inverno sulla Campania , cosi da regalare di nuovo l’emozione della neve e del freddo…ma passiamo ad un’analisi più dettagliata.
Entro qualche giorno l’anticiclone azzorriano coadiuvato da un rallentamento rapido del vortice polare, soprattutto in area canadese, tenderà a congiungersi con un nascente anticiclone termico groenlandese. Questa figura cosi poco considerata, ma tanto importante per il verificarsi di spostamenti significanti dell’asse di elevazione anticiclonica, potrebbe giocare un ruolo importantissimo nel prosieguo del nostro inverno. Parto col ringraziare l’amico Michele Gatta di Bagnoli Irpino (appassionato meteo come il sottoscritto) il quale in una telefonata mi ha posto l’accento propio si questa figura barica, e continuo con il rilanciare la tesi sopra indicata. Un anticiclone termico in sede groenlandese, se pur di piccole dimensioni, potrà fornire, oltre alla spinta d’attrazzione giusta per la ripresa anticiclonica (quindi un blocco atlantico) una barriera interessante alla ripresa del ramo canadese del vortice polare, che come abbiamo notato negli ultimi anni rappresenta sempre l’incognita fondamentale sulla direzione dell’elevazione azzorriana.
La sede groenlandese in un primo momento sarà rapidamente inglobata dal forte anticiclone delle azzorre, il quale, verrà subito a disporsi con direttiva Norde-est / sud-ovest richiamato dal gelido e forte anticiclone termico scandinavo. In questa ottica la direttiva della colata artica del ramo orientale del vortice polare diventa interessante per la nostra amata penisola e per la nostra Regione. Infatti, nel movimento barico delle figure sopra descritte ci sarà la forza giusta e la direzione perfetta per convogliare masse di aria gelida proprio alle nostre latitudini. Il tutto si concretizzerebbe in termini pratici in ondata di gelo, venti freddi da nord est e possibilità di minimi in sede ionica o ellenica tali da portare neve sui nostri mondi e cielo limpido sulle pianure.
Ma vogliamo di più da questa previsione e allora, senza sbilanciarci per il lungo periodo che ci separa da un probabile evento (parliamo del 23-25 Febbraio) indichiamo quali sarebbe le possibili conseguenze della discesa fredda. L’ipotesi che sembra farsi largo attualmente con più “certezza” è la formazione di un minimo barico nel mar Ionio che in un contesto simile porterebbe, seppur con termiche non freddissime, un buon apporto di precipitazioni nevose su quote medie. Altra ipotesi , forse più attendibile, è quella di una discesa più incisiva, con la formazione di un minimo ellenico ma con termiche decisamente più fredde, con la possibilità di gelo intenso e nevicate sporadiche anche a quote bassissime per effetto stau. Questa ipotesi sembra prendere più possibilità osservando la formazione di alcuni minimi di pressione in sede artica che sposterebbero l’asse dell’anticiclone delle azzorre e permetterebbero un conseguente rivigorimento dell’ HP groenlandese capace di riattirare a se la figura altopressoria e quindi riconvogliare altra aria fredda proveniente dal Nord Est. Allo stato attuale non si esclude neanche un ingresso mediano della colata con direttiva sia dal Rodano che dalla Bora con conseguente instabilità su tutta la penisola.
Per la Campania l’obiettivo è quello di approfittare delle correnti da est che impattando sulla nostra catena appenninica sfrutterebbero la stessa orografia per favorire nevicate a bassa quota (sporadiche) e forti in montagna. Crediamo che tutto ciò possa avere una grossa probabilità di realizzazione ma a questo dobbiamo indicare degli elementi di incertezza che analizzeremo uno ad uno.
ELEMENTI DI INCERTEZZA DELLA PREVISIONE
Rinvigorimento del ramo canadese del vortice polare che causerebbe un’inclinazione diversa della discesa fredda

– Probabilità di cut-off in seguito all’aggancio dell’anticiclone delle azzorre con il termico Scandinavo

Indebolimento della struttura altopressoria azzorriana incapace di scalfire la barriera debole del Vortice polare per la sua poco incisiva “potenza barica”.

In conclusione abbiamo davanti a noi una situazione scoppiettante che potrebbe risultare decisiva per risollevare un inverno assente, ma necessita una visione d’insieme più sicura e ponderata affinchè possiamo scogliere la prognosi con sicurezza. La neve in Campania tornerà a farci visita insieme al freddo?? Seguite i prossimi aggiornamenti che di sicuro ci daranno un quadro ancora più chiaro.

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CATEGORIA: Articoli, In evidenza, Meteo
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